Fiat Ritmo III Serie

Era sicuramente un’estate caldissima quella del 1985, gli eventi occorsi caratterizzarono quell’anno riscrivendo il futuro dell’Europa.

Mikhail Gorbaciov venne eletto segretario del PCUS “glasnost” dando vita alla “Perestrojka, in Italia Francesco Cossiga è l’ottavo Presidente della Repubblica Italiana e mentre il mondo intero canta sulle note della notissima canzone “We are the world” cantata dalla Band aid a favore dell’Africa, in Italia, ancora storditi dal mondiale dell’82, si inneggia con motivetti più frivoli ma che daranno vita alla moda dei tormentoni estivi, chi di noi non ha mai ballato in discoteca “L’estate sta finendo” dei Righeira o ha passato momenti romantici con in sottofondo la famosissima canzone di Vasco Rossi “Albachiara”.

Il mercato automobilistico è agguerrito.
La Fiat lavora sodo, il decennio a cui ci si appresta ad affacciarsi sarà ricco di novità e di modelli, la stessa è già sui tavoli da disegno per progettare l’erede della gloriosa Ritmo, auto che, più di tutte, rimase in produzione per un decennio intero, dal 1978 al 1988.
Come è prevedibile il peso del tempo si fa sentire, l’auto che ha allietato famiglie, aziende e giovani rampolli è ormai sul viale del tramonto e la dirigenza del Lingotto decide saggiamente di rinfrescare il modello con piccoli ma decisi interventi.

Rimangono in listino praticamente tutte le versioni del vecchio modello, quello che viene riportatato di seguito è quello del Luglio 1985:

Ritmo 60 L
Ritmo 60 CL
Ritmo Energy Saving
Ritmo 60 Super
Ritmo 70 CL Automatica
Ritmo 70 Super
Ritmo 100 Super
Ritmo 130 Abarth
Ritmo Diesel L
Ritmo Diesel CL

Listino Gennaio 1988:

Ritmo 60 L 3/5 porte
Ritmo 60 CL Team
Ritmo 60 Super Team
Ritmo 70 CL Automatica
Ritmo 70 Super Team
Ritmo 100 Super Team
Ritmo 130 Abarth
Ritmo Diesel L
Ritmo Diesel CL Team
Ritmo Turbo Diesel Super


Nel corso del 1986 verrà aggiunta la Ritmo TD Super e nel 1987 la versione Team per quasi tutti i modelli, nell’arco di questi anni spariranno e riappariranno alcuni allestimenti CL.

Nei primi mesi del 1987, con un comunicato quasi in sordina, la Carrozzeria Bertone di Grugliasco comunica ufficialmente che interromperà prematuramente la produzione di tutti i modelli Ritmo Cabrio, nonostante le vendite del modello non siano sostanzialmente invariate rispetto gli anni precedenti; tale evento è improcrastinabile a causa della nuova commessa giunta da oltre oceano.

Proprio per limitare i costi di produzione di un auto a fine carriera non vengono stravolte le versioni, verrà però introdotto nel 1986 un nuovo propulsore Turbo alimentato a gasolio, la fortunata versione diventerà un caposaldo della categoria: è la Ritmo TD, spinta da un motore di 1929 centimetri cubici Turbo Diesel di 80 cavalli ereditato dalla Lancia Prisma.
Risulterà, grazie al favorevole rapporto peso potenza, la più veloce del Gruppo Fiat e di molte altre concorrenti straniere. L’allestimento è al top della gamma, l’arredo interno è quello delle versioni di più alto calibro, idroguida, alzacristalli elettrici, fendinebbia, tessuti dedicati; a richiesta aria condizionata, tettuccio apribile.

Le versioni a gasolio aspirate avranno il motore acquisito dalla Regata DS di 1697 centimetri cubici, di proverbiale affidabilità e parsimonia d’esercizio.

Nel listino, però, perdiamo una pietra miliare delle vetture Sport della tradizione Fiat, viene messa in pensione la gloriosa Ritmo 105 TC.
La Fiat pensa, per compensare tale mancanza, di introdurre una vettura che possa soddisfare le aspettative sportive della clientela e nello stesso tempo offrire una vettura lussuosa e completa; nasce così la Ritmo 100s.
La nuova vettura non è nient’altro che una Ritmo 105TC “rivestita a festa”, la carrozzeria è solo a 4 porte e perde tutti quei fronzoli di piglio sportivo che male avrebbero alloggiato in un auto di alto borgo, ma mantiene il potente propulsore da 1600 centimetri cubici con due alberi a cammes in testa progettato dall’Ing. Lampredi, padre dei più gloriosi propulsori Fiat.
Mantiene anche lo stesso schema delle sospensioni da cui deriva ma ammorbidito per una guida più confortevole; in un secondo momento monterà anche il 1600 bialbero ad iniezione con singolo iniettore denominato “Single Point”. La metamorfosi è perfettamente riuscita.

Avendo perso la versione Sport “enter level” (la Ritmo 105 TC), la Fiat decide di mantenere giustamente nei listini la più potente e blasonata Ritmo 130 Abarth.
La vettura è già grande di per se e avvolta da un “non so che di mitologico”, il potente motore di duemila centimetri cubici bialbero è inviolabile, non ha bisogno di ulteriori modifiche, i ritocchi al corpo vettura sono veramente pochi ed in alcuni casi avvolti da aloni di mistero come per il numero di unità prodotte, ovviamente gli arredi esterni saranno standardizzati con la nuova versione. Purtroppo perderà raffinatezze, come il paraurti anteriore appositamente costruito solo per la 130 seconda serie e cioè quello con tre lame anziché quattro nella bocca d’aerazione e con i raccordi ai parafanghi più accentuati.
La nuova Ritmo 130 Abarth avrà, comunque, nuovi cerchi in lega di disegno simile a quelli della Uno Turbo e nuovi tessuti per gli interni. D’altro canto c’era poco da aggiungere alla perfezione.

Come abbiamo detto, la Fiat vuole rinfrescare il modello senza incidere troppo sull’economia dell’azienda perciò, senza stravolgimenti, le prime modifiche che saltano all’occhio sono senza dubbio le maniglie acquisite dalla sorella maggiore Regata. Dopo anni di indelebile segno distintivo caratterizzato dalle maniglie tonde le stesse vengono sostituite da più anonime ma moderne maniglie rettangolari.
Viene addolcita la mascherina, le superfici in corrispondenza dei proiettori vengono raccordate togliendo l’orditura, l’alettatura orizzontale ha un profilo diverso che infittisce la “trama” della mascherina stessa, le versioni più economiche tornano ad avere soli due fari.
Nella parte posteriore il cambiamento è più incisivo: la targa viene spostata sul paraurti e tra i due fari viene montato un rivestimento plastico che li unisce a simulare una fascia che avvolge l’auto da parte a parte, il tutto rende la linea posteriore della vettura più armoniosa e lineare.
Alcune versioni più accessoriate avranno una inedita modanatura salva porta.
Gli interni rimangono pressoché invariati negli arredi, cambiano solo alcuni tessuti.

Le versioni cabrio costruite dalla Carrozzeria Bertone seguiranno la stessa sorte, il lifting sarà unificato con le versioni berlina della Fiat, nel listino si perderà la versione 85 per dare spazio alla nuova SUPERCABRIO 100s. Rimarrà comunque il cavallo di battaglia: la CABRIO 70s.
Meccanicamente le due versioni rispecchiano le versioni berlina da cui derivano, cioè l’indistruttibile e generosissimo 1300 cc. monoalbero per la CABRIO 70s ed il già citato bialbero 1600 cc. per la SUPERCABRIO 100s.

Gli interni rimangono invariati tranne che per i tessuti di nuovo disegno dedicato ed in comune per entrambe le versioni, unica differenza è nel volante: la 70s avrà quello della berlina mentre la 100s avrà il volante sportivo con 4 razze in lega e corona in pelle.
Tutte le versioni avranno le modanature salva porte già viste sulla Ritmo 105TC e sulla Ritmo 130 Abarth.
I cerchi in lega, opzionali, saranno della OZ ad 8 lunette.

Verrà prodotta una versione “speciale” denominata LEADER a tiratura limitatissima e perciò poco conosciuta, la motorizzazione sarà la stessa della 100s.
La sua peculiarità è la livrea, solo ed esclusivamente di colore bianco ivi compresa capote ed interni. Solo la plancia manterrà il colore originale nero ed i tessuti dedicati ma sempre con trama bianca.
All’esterno sarà applicata una targhettina identificativa con il n° di unità e la firma di Nuccio Bertone.

Rimane in produzione la versione “speciale” per eccellenza, sicuramente la più bella, la più fascinosa e conosciuta di tutte le Cabrio: la Ritmo SUPERCABRIO 100s PALINURO.
Il nome è un chiaro omaggio all’omonima località da cui trae il fascino. La Palinuro viene offerta, nella terza serie, solo con la motorizzazione 100s perdendo la versione 85s, ha la verniciatura bicolore tono su tono, le scelte sono due: una con tonalità azzurro/blu l’altra marrone/oro. Ha le modanature in tinta con il colore della carrozzeria così come la mascherina ed il rivestimento posteriore tra i fari, la capote ha due colorazioni: grigia per la blu/azzurro e beige per la versione marrone/oro.
Per il resto mantiene le stesse caratteristiche della versione SUPERCABRIO 100s.

Nonostante siano state prodotte diverse versioni di Ritmo Cabrio, la memoria collettiva le identifica solo ed esclusivamente come PALINURO, simbolo dell’Italia anni 80, mira di tutti i giovani e meno giovani, vero e proprio status symbol.